L’arte è un settore importante nella società. Da secoli le forme artistiche in cui si esprime un popolo, una etnia, una generazione, sono l’indicatore principale del gradi di evoluzione, dello stato mentale, emotivo, di un soggetto, qualunque esso sia. L’arte è sempre un mezzo atavico di espressione dell’io, non a caso essa viene utilizzata come strumento di analisi psicologica nel bambino, a supporto della psicoterapia, quando non anche nell’adulto. L’arte ha un’accezione vastissima. Possiamo definire opera d’arte un dipinto, una scultura, una canzone, un edificio, un piatto di cucina, una poesia e molto, molto altro.
Tra le varie branche dell’arte vi sono: le arti figurative, la pittura, la scultura il disegno (anche l’architettura). La letteratura: la narrativa, la poesia; La musica, il Teatro. Ognuna di queste diramazioni costituisce un’importante sbocco dell’espressione di una cultura e ognuna si colloca nella società come fabbrica di lavoro, opportunità, sviluppo. L’arte, per quanto possa sembrare astratta, è alla base della nostra economia. Essa produce e vende beni di lusso: dagli oggetti all’intrattenimento è il motore dell’economia e della società.
L’Italia è stata per secoli un opificio perenne di arte e cultura. Dall’epoca romana al Mediovo, dal Rinascimento all’Età moderna, dal Risorgimento agli anni Sessanta, fino ad oggi, il nostro paese ha primeggiato nel mondo per i capolavori a cui ha dato i Natali. Tuttavia oggi questo immenso patrimonio è in pericolo: la crisi, l’impossibilità dello Stato di farsi carico della cura e della manutenzione di tutti gli splendidi monumenti e i bellissimi siti, getta il suo patrimonio artistico in uno stato di pericoloso, pericolassimo stallo, se non abbandono.
In alcuni casi, sono stati tentati esperimenti di contaminazione tra pubblico e privato, laddove lo Stato non ha i mezzi per mantenere e conservare alcuni beni, sono subentrati soggetti privati, che, in grazia di particolari accordi giuridici, hanno offerto i loro fondi per gestire alcuni musei o siti di interesse. Siamo davanti a quello che potrebbe essere il futuro della conservazione dei beni artistici: la commistione di soggetti pubblici e privati, che lavorano in sinergia per mantenere in vita un patrimonio che in senso spirituale e materiale, appartiene a tutti.
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