È polemica in Italia per la decisione presa dalla commissione che si occupa della censura di vietare ai minori di diciotto anni il nuovo film di Patrice Leconte la cui uscita nelle sale è prevista il 27 dicembre. Non sarebbe un gran problema se il film in questione non fosse un cartone animato.
Si tratta de “La bottega dei suicidi“, una favola dark che senza dubbio ricorda le atmosfere dei film di Tim Burton da cui Leconte dichiara di aver preso ispirazione. La decisione della censura è dovuta alla presenza di scene di suicidio prese un po’ troppo alla leggera che giovani adolescenti potrebbero emulare. In effetti il nuovo film di Leconte, autore de L’uomo del treno e di Tandem, è decisamente lontano anni luce dal principio del politicamente corretto.
“La bottega dei suicidi” è la storia di una famiglia poco comune che decide di approfittare dell’aumento di stati di depressione dovuti alla crisi e del conseguente aumento di suicidi per ricavarne un profitto economico. Decidono così di aprire un negozio, una bottega dei suicidi appunto, in cui si vende ogni genere di attrezzo che faciliti la morte desiderata. I piani della cinica famiglia vengono però mandati all’aria dalla presenza del figlio minore, sempre allegro e spensierato.
Il tema non è per nulla natalizio, inutile negarlo. Ma, promette Leconte, il film è in realtà un inno alla vita e non mancherà il lieto fine. Intanto la casa di distribuzione italiana in seguito alla decisione della commissione ha minacciato di ritirare il film dalle sale. Secondo Sandro Parenzo di Videa, responsabile della distribuzione del film, quella della commissione è stata una scelta arbitraria che non ha nessuna giustificazione.
Non resta dunque che attendere il seguito degli eventi e intanto goderci la clip esclusiva che gira in questi giorni sul web. Un piccolo anticipo per quello che si presenta come un film animato decisamente sui generis.
giovedì 20 dicembre 2012
La bottega dei suicidi”, cartone animato natalizio vietato ai minori
Come prepararsi per un esame
A volte, quando ci si prepara per un esame, si studia nel modo sbagliato e per questo non si ottengono i risultati sperati.
All’università vengono affrontati diversi argomenti per ogni esame, tanti sono i libri da studiare e le lezioni da seguire, ciò rende difficile organizzare i tempi di studio. Spesso, essendo più liberi rispetto al liceo, si perde tempo e non si studia tutti i giorni, come invece si dovrebbe fare e ci si ritrova a dover preparare un esame in un pochi giorni. Ciò è sbagliato e anche se non esistono metodi di studio universali cerchiamo di capire cosa è possibile fare per arrivare preparati al giorno dell’esame.
Innanzitutto bisogna avere tanta forza di volontà, senza questa non si va da nessuna parte. Se si frequentano i corsi lo si deve fare bene, è essenziale prendere appunti che riguardano i concetti spiegati in aula dal docente, per non perdere la concentrazione e avere la possibilità di riascoltare ciò che viene detto puoi avvalerti dell’ausilio di un registratore vocale. Conta il numero di pagine che dovrai studiare per l’esame e dividile in base ai giorni che hai a disposizione, anche se studi poche ore al giorno fallo bene, quello che conta è la qualità del tempo che dedichi allo studio.
Se puoi vai all’università durante gli appelli delle sessioni d’esame che precedono la tua e domanda a coloro che sostengono l’esame cosa gli è stato chiesto, così avrai una lista di argomenti e potrai capire su cosa premono di più i professori. Prova a studiare in compagnia, l’unione fa la forza, e tu e i tuoi colleghi potrete aiutarvi a vicenda nel caso in cui alcuni argomenti risultassero più chiari a te e meno a loro o viceversa. Se hai dei dubbi sul programma o su degli argomenti particolari non aver timore di andare dai professori, nel loro orario di ricevimento, per dei chiarimenti, sono lì per questo.
Terminat i corsi integra, allo studio dei testi, i tuoi appunti e procedi con una ripetizione generale di tutto il programma. Infine, se puoi, prova a farti interrogare da una terza persona.
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venerdì 14 dicembre 2012
Come coltivare lo zafferano
Lo zafferano è un ingrediente molto prelibato ed utilizzato in alcune ricette molto gustose, specialmente nella cucina lombarda, un esempio emblematico è il tradizionale risotto allo zafferano. Quest’ingrediente è facilmente reperibile al supermercato, infatti è acquistabile liofilizzato in comode bustine monouso. Però la pianta di zafferano, può essere facilmente coltivata a casa, addirittura sul proprio balcone. Dato che lo zafferano è appunto estremamente desiderato nel campo dell’industria alimentare, decidere di occuparsi della coltivazione di tale pianta, può diventare addirittura un business.
Primo step fondamentale per avviare questa coltivazione, è la selezione del terreno da utilizzare, il quale, deve essere estremamente drenante poiché l’acqua non deve assolutamente bloccarsi nel terreno altrimenti i bulbi dello zafferano potrebbero marcire. Molto spesso può bastare anche solo l’acqua piovana per nutrire la pianta e non c’è necessità che venga annaffiata costantemente, non è una pianta che ha bisogno di troppa acqua.
Quando si comprano i bulbi, la prima cosa da fare è quella di controllare che questi non siano stati infestati da funghi e quindi danneggiati. Comunque i bulbi prima di essere piantati, hanno bisogno che il loro terreno venga precedentemente preparato e cioè concimato e arricchito con alcune sostanze chimiche da cui trarrà beneficio. I bulbi devono essere piantati molto in profondità altrimenti c’è il rischio che possano emergere, i primi bulbi che pianterete devono essere abbastanza grandi in modo che vi daranno più fiori possibile; dopo tre anni i bulbi cresceranno del doppio rispetto a quando li avete piantati. Una volta che sbocceranno i fiori, saranno i pistilli la parte da raccogliere e da utilizzare per preparare ottimi pranzetti.
I pistilli raccolti vanno messi su un panno di tela molto fitto e fatti asciugare ponendoli al sole, in seguito frantumateli e considerate che un grammo di quella polverina equivale ad una bustina di zafferano che trovate al supermercato e tenete conto che un grammo di zafferano costa ben 8 euro. Ricordate che i pistilli devono essere raccolti al mattino, molto presto, generalmente all’alba e soprattutto il periodo giusto è tra l’ultima settimana del mese di ottobre e la prima settimana del mese di novembre
giovedì 13 dicembre 2012
Che cos’è l’arte
L’arte è un settore importante nella società. Da secoli le forme artistiche in cui si esprime un popolo, una etnia, una generazione, sono l’indicatore principale del gradi di evoluzione, dello stato mentale, emotivo, di un soggetto, qualunque esso sia. L’arte è sempre un mezzo atavico di espressione dell’io, non a caso essa viene utilizzata come strumento di analisi psicologica nel bambino, a supporto della psicoterapia, quando non anche nell’adulto. L’arte ha un’accezione vastissima. Possiamo definire opera d’arte un dipinto, una scultura, una canzone, un edificio, un piatto di cucina, una poesia e molto, molto altro.
Tra le varie branche dell’arte vi sono: le arti figurative, la pittura, la scultura il disegno (anche l’architettura). La letteratura: la narrativa, la poesia; La musica, il Teatro. Ognuna di queste diramazioni costituisce un’importante sbocco dell’espressione di una cultura e ognuna si colloca nella società come fabbrica di lavoro, opportunità, sviluppo. L’arte, per quanto possa sembrare astratta, è alla base della nostra economia. Essa produce e vende beni di lusso: dagli oggetti all’intrattenimento è il motore dell’economia e della società.
L’Italia è stata per secoli un opificio perenne di arte e cultura. Dall’epoca romana al Mediovo, dal Rinascimento all’Età moderna, dal Risorgimento agli anni Sessanta, fino ad oggi, il nostro paese ha primeggiato nel mondo per i capolavori a cui ha dato i Natali. Tuttavia oggi questo immenso patrimonio è in pericolo: la crisi, l’impossibilità dello Stato di farsi carico della cura e della manutenzione di tutti gli splendidi monumenti e i bellissimi siti, getta il suo patrimonio artistico in uno stato di pericoloso, pericolassimo stallo, se non abbandono.
In alcuni casi, sono stati tentati esperimenti di contaminazione tra pubblico e privato, laddove lo Stato non ha i mezzi per mantenere e conservare alcuni beni, sono subentrati soggetti privati, che, in grazia di particolari accordi giuridici, hanno offerto i loro fondi per gestire alcuni musei o siti di interesse. Siamo davanti a quello che potrebbe essere il futuro della conservazione dei beni artistici: la commistione di soggetti pubblici e privati, che lavorano in sinergia per mantenere in vita un patrimonio che in senso spirituale e materiale, appartiene a tutti.
Beni Culturali e l’importanza della tutela del patrimonio italiano
La cultura è una componente fondamentale della società, essa comprende consuetudini, usi costumi, credenze, ma anche strati e strati di sapere, di dottrina accumulati dal lavoro di ricerca e di studio dell’uomo. Da un punto di visto antropologico la cultura è il grado di evoluzione di un etnia, di una civiltà, di un popolo, alla pari con la tecnologia ed il progresso scientifico.
Per tali ragioni essa va tutelata, protetta ed incentivata dal sistema di governo, poiché essa è anche espressione del livello di democrazia e partecipazione di un popolo. Nei paesi ricchi la cultura è sovvenzionata e incoraggiata dallo Stato, ma anche da mecenati, filantropi e magnati che ne sono fruitori, proprio come i cittadini. Tuttavia la grave crisi mondiale che, negli ultimi cinque anni, si è abbattuta sull’economia, il settore cultura è, drammaticamente, il più interessato dai tagli.
Una trentina di dirigenti rischiano di scomparire (nonostante il rapporto 1 a 150), per cui le pratiche paesaggistiche non potranno essere più evase (con organico inadeguato il silenzio-assenso diventa pericolosissimo).
Vittima dei pesanti interventi di decurta mento è la Quadriennale di Roma (La Quadriennale esiste nel 1927 e da allora non ha mai saltato un’edizione): è stata infatti cancellata la XVI edizione che avrebbe dovuto svolgersi da ottobre a gennaio al Palaexpò. Il Ministero dei Beni Culturali ha infatti ritirato il proprio finanziamento che avrebbe coperto la gran parte delle spese. Nelle stesse condizioni, in pericolo di sparire, anche musei, gallerie, teatri fondazioni che lanciano appelli, pubblici, petizioni, pur di non scomparire nel nulla, prime vittime della crisi e primi enti a vedersi stoppare i fondi.
In Italia la situazione è particolarmente precaria. Quest’anno, sono stati decurtati 10000 euro destinati ai comitati scientifici, che sono scomparsi. Nel 2013 i fondi potrebbero essere ulteriormente falciati: solo 86 milioni stanziati nel budget per il patrimonio storico e artistico nazionale. Più tagli ai Beni culturali, meno allo spettacolo , settore che rende di più. Mentre circa trenta dirigenti rischiano di essere licenziati, con il rischio, concreto, che le pratiche paesaggistiche rimangano inevase
mercoledì 12 dicembre 2012
Come preparare un dolce con gli avanzi di panettone
Il Natale è alle porte e stiamo per essere sommersi da montagne di panettoni. Per chi ne riceve in gran quantità ed è costretto a pucciarli nel latte a colazione per almeno il mese successivo o a propinarli a parenti in visita per gli auguri, ecco un’idea per riciclare gli avanzi.
Il panettone raffermo può diventare l’ingrediente principale di un piccolo sformato dolce che potrete preparare facilmente in meno di un’ora. Innanzitutto procuratevi i seguenti ingredienti:
300 gr di panettone raffermo
80 gr di zucchero
3 uova
2 dl di latte
2 dl di panna
4 cucchiai di marsala
50 gr mandorle tostate
40 gr di cioccolato fondente
20 gr di burro
In una terrina lavorate le uova e lo zucchero e, dopo aver reso il composto abbastanza omogeneo, aggiungete la panna, il latte e il liquore.
Prendete il panettone e tagliatelo a dadini. In degli stampini (potrete utilizzare quelli dei muffin) precedentemente imburrati e infarinati fate uno strato di dadini di panettone e cospargetelo di gocce di cioccolato fondente e di mandorle tritate. A questo punto versate un po’ del composto preparato nella terrina e sovrapponete un ulteriore strato di dadini di panettone, di nuovo mandorle e cioccolato, la crema e infine un ultimo strato di panettone.
Badate bene di non riempire interamente gli stampini ma solo per due terzi. Una volta formati i vostri panettoncini versate il resto del composto su ognuno di essi per bagnare l’ultimo strato di panettone.
Per la cottura preriscaldate il forno a 170 gradi e fate cuocere i panettoncini per circa 20 minuti. A cottura ultimata aspettate che si raffreddino e poi staccateli con attenzione dagli stampini. Adesso tocca a voi dare spazio alla fantasia. I vostri piccoli panettoni possono essere decorati con frutta candita, ciuffetti di panna, fragole e, se siete dei veri golosi, magari ricoperti interamente di cioccolato fondente.
Se volete stupire i vostri ospiti cospargete gli sformati di zucchero a velo e poi crete una piccola composizione di arance candite, mandorle e gocce di cioccolato. Una foglia di menta renderà il vostro piccolo panettone un grazioso capolavoro culinario.
Provare per credere.
Cosa vedere ad Aqaba
Aqaba, terra di Aladino, è un vero e proprio paradiso terrestre, è una città magica e non solo nelle favole. Essa costituisce un fondamentale sbocco sul mare per la Giordania e presenta delle spiagge stupende ed incontaminate e una barriera corallina perfetta e pulita, la migliore del Mar Rosso. I turisti provengono da ogni parte del mondo per rilassarsi e divertirsi e godere di paesaggi talmente belli da lasciare senza parole.
Pesci tropicali e coralli caratterizzano la barriera corallina di Aqaba e sono un elemento fondamentale per desiderare di praticare escursioni subacquee e tanti altri tipi di sport acquatici. Nonostante l’estate sia generalmente più calda, Aqaba gode di un clima abbastanza mite per tutto l’anno quindi sarebbe pure possibile raggiungere questo paradiso anche in inverno Aqaba offre essenzialmente attrazioni ed attività legate al mare, non ci sono monumenti particolari oppure opere artistiche, c’è solo un immenso e strabiliante mare, con le sue spiagge fantastiche che offrono un’enormità di svaghi, come ad esempio il noleggio di barche a remi o a pedali,attrezzature per praticare immersioni subacquee e windsurf.
Un altro elemento caratteristico e basilare sono i particolari e rinomati ristoranti del luogo. Qui potrete degustare ottimi piatti a base di pesce, piatti tipici e squisiti. Immediatamente accanto ad Aqaba, proprio sulla sua destra, sorge la fantastica città di Eliat, una città israeliana. Le due città sono talmente simili e vicine che a volte vengono considerate o scambiate per la stessa città. Molteplici sono le strutture alberghiere che offre la città di Aqaba, sono presenti tutte le categorie di hotel, da quelli più lussuosi a quelli più modesti ed economici. Gli hotel sono posti sia sulla spiaggia che nella parte interna della città, ma comunque non distano mai troppo dalla spiaggia. Qui il personale alberghiero è sempre molto attento alle soddisfazione e alle necessità del cliente, cercando di porre estrema attenzione ai desideri dei visitatori , i quali, decidono di giungere ad Aqaba proprio per vivere una vacanza immersa nel relax più totale, che permetterà di smaltire tutto lo stress accumulato durante tutto il periodo lavorativo. Questa città della Giordania è un vero è proprio paradiso’ una goduria per gli occhi.
Come prevenire i calcoli renali con il succo di limone
Per quasi tutti i problemi la natura, se ben consultata, ha la giusta soluzione. L’importante è saperla conoscere e dotarsi, dunque, del rimedio adatto. Premettendo che una giusta alimentazione e la quotidiana attività fisica aiutano a mantenerci in salute, ecco a voi degli utili consigli su come prevenire una patologia molto diffusa.
Stiamo parlando della calcolosi renale detta anche nefrolitiasi. I calcoli renali sono formazioni solide che vanno ad ostruire le vie urinarie. Spesso si presentano senza sintomi e possono essere scoperti solo previa radiografia. La maggior parte delle volte si accompagnano però a coliti e difficoltà nella minzione. Se non curata la calcolosi può causare infezioni e insufficienza renale.
Dicevamo all’inizio che la natura ha quasi sempre una soluzione e, se ciò non si verifica, essa è comunque un valido alleato nella prevenzione e nella cura di numerosi problemi. In questo caso un aiuto viene dal limone. Parliamo del comune frutto del Cytrus limon, un albero perenne che fa parte ormai della nostra vegetazione ma che pare abbia origini asiatiche.
Numerose ricerche hanno infatti dimostrato che l’assunzione giornaliera di succo di limone è un vero e proprio toccasana nella prevenzione della calcolosi renale. Uno studio condotto dai nefrologi degli Ospedali Riuniti di Bergamo e finanziato dall’Istituto Mario Negri in collaborazione con il Consorzio del Limone di Siracusa Igp sta attualmente approfondendo le proprietà benefiche del limone nei casi di nefrolitiasi.
Ma cos’è che rende il limone tanto speciale? Si tratta innanzitutto di un frutto ricco di vitamine (tra le quali è regina la vitamina C) e di sali minerali (calcio, fosforo, ferro, manganese e rame); ma ciò che fa sì che il limone aiuti a prevenire la formazione di calcoli è l’acido citrico, al quale si imputa la capacità di impedire la formazione di calcio nelle urine.
Se siete soggetti alla formazione di calcoli allora sappiate che bere succo di limone ogni giorno fa bene. Badate soltanto a diluirlo con dell’acqua per impedire che l’eccessiva acidità danneggi lo smalto dei denti. Insomma, un bicchiere di limone al giorno e addio calcolosi!
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